Il manifesto del PD, affisso illegalmente agli inizi di Agosto per le strade di Rionero Sannitico, può essere oggetto di diverse analisi, ma principalmente ci diletteremo nello studiarne insieme l’aspetto:
lessicale, politico e legale.
Partiamo dall’analisi lessicale in quanto è la prima a saltare all’occhio.
Tra un “gliè lo” e una “pool position”, sembra di trovarsi alla fiera della punteggiatura.
Mi sovviene il famoso film “Totò, Peppino e… la malafemmina” in cui Antonio Caponi dettava: “Punto! Due punti!…ma sì, fai vedere che abbondiamo…”.
Sarà stato questo, forse, lo stesso pensiero degli scrittori.
Parentesi tonde che si aprono per non sapere bene dove andranno a chiudersi, frasi talmente contorte da far perdere il filo del discorso, il “sì” affermativo privato del suo accento, domande poste senza alcun punto interrogativo, il tutto riassumibile con: poche idee, ma ben confuse.
La conclusione non è particolarmente infima se si considera il fatto che la “gigantografia” ruota attorno a due soli punti cruciali: la modalità di convalida degli eletti nel caso in cui si dovessero presentare condizioni di incompatibilità/ineleggibilità e la modalità di accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali, fattispecie di minoranza.
Come ho già avuto modo di riferire ai diretti interessati, o meglio a quelli che suppongo siano visto che il manifesto è firmato da un non meglio specificato “Gruppo territoriale del PD di Rionero Sannitico”, quando ci si presta ad affiggere pubblicamente un documento di tali dimensioni, sarebbe quantomeno auspicabile che lo si rileggesse, ricontrollandone bene sia la forma che il contenuto.
In questo modo si eviterebbe di commettere errori così grossolani, che mi auguro siano imputabili al poco tempo avuto a disposizione, ma che in qualche modo ledono la credibilità e la serietà degli autori.
Il tutto è aggravato dal fatto che gli argomenti messi in gioco sono tanto seri quanto delicati e il fatto stesso che sia stato esposto durante un mese estivo, periodo di massima visibilità agli occhi non solo dei paesani, ma anche e soprattutto dei villeggianti, peggiora ancor più la situazione.
In quest’ottica, infatti, non solo si è deliberatamente recato danno alla vita politica ed amministrativa comunale, bensì anche a quella culturale del nostro paese: detto in breve, non abbiamo certo fatto una bella figura.
Giungiamo pertanto all’analisi politica, che svela non poche perplessità.





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