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Pro Loco [1-3] , Feste Patronali e IV Sagra del Raviolo [2]

[1]

Il 31 Agosto 2009, presso la sala consiliare, si è tenuta una riunione con oggetto “Pro Loco di Rionero Sannitico”.

Sebbene abbia partecipato a “spizzichi e mozzichi”, è risultato palese agli occhi di tutti come la discussione sia inesorabilmente confluita in altre tematiche che avevano poco e niente a che fare con il punto in esame.

( se non si ha voglia/tempo di leggere tutto il testo, saltare al passo [3] )

[2]

Per comprendere meglio ciò di cui stiamo parlando, facciamo un excursus su ciò che è avvenuto nei giorni immediatamente antecedenti tale incontro.

Siamo a fine Luglio, inizi di Agosto, quando si viene a sapere che la tradizionale ricorrenza della Feste Patronali verrà meno a causa di svariati problemi che sono sorti tra il “proposto” gruppo atto alla questua e il nostro Parroco.

Il nodo di tale disputa è l’assenza di un maggiorenne all’interno dei “cadetti” che vogliono occuparsi della raccolta fondi, figura che suppongo sia richiesta per ovvi motivi di ragione legale.

Non so bene se le cose siano andate perfettamente in questo modo, ma poco importa al fine della discussione, fatto sta che le Feste patronali “saltano”.

Nel contempo, non è ancora dato sapere se la “IV Sagra del Riavolo”, ormai organizzata tradizionalmente da diversi anni, avrà luogo o meno.

Questa situazione sussiste per un paio di settimane.

A cavallo di Ferragosto, se la memoria non m’inganna, si paventa l’opportunità di realizzare la Sagra e do per buona la notizia che è stata fatta richiesta “verbale” al sindaco il quale avrebbe autorizzato placidamente.

Giunti a ridosso di fine Agosto, tuttavia, il “popolo” chiede a gran voce che le Feste Patronali si tengano come tradizione vuole, pertanto l’Amministrazione Comunale si attiva in tal senso proponendo in extremis un gruppo che salvi la situazione.

I problemi sorgono nel momento in cui sia la Sagra che una delle serate dedicate ai Santi Patroni vengono a coincidere.

L’amministrazione comunale prevarica gli organizzatori con il motivo che una Festa Patronale ha la precedenza su un evento a scopo di lucro.

I realizzatori della Sagra reclamano il “diritto di prelazione” dovuto al fatto che avevano già da tempo richiesto autorizzazione “verbale” al Sindaco il quale avrebbe “sottoscritto moralmente”.

by Adelio Fioritto § 35 Commenti - letto 65 volte
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Manifesto del PD – qualche considerazione – II tempo

In concomitanza, o quasi, con l’analisi politico-lessicale sviluppata da Adelio, avente ad oggetto il manifesto politico del PD, ho analizzato lo stesso documento da un’ottica che potrebbe definirsi legale, senza peccare di superbia, ricordando che anche tale analisi, per quanto possa fondarsi su basi giuridiche, è pur sempre espressione di un punto di vista personale. Le considerazioni dinanzi prospettate esulano dal muovere da un’analisi generale del manifesto (contrariamente a quanto è proprio della critica mossa da Adelio) preferendo un inquadramento schematico del discorso che tiene conto dei molteplici aspetti rilevanti, analizzandoli singolarmente.

Punto 1 – TRASPARENZA LEGALITA’ RISPETTO: viene messo in discussione il rispetto dei poc’anzi citati vincoli. Occorre in primis delucidarne il significato e chiarirne la portata, laddove probabilmente se n’è fatto un uso improprio.

Trasparenza: importa che le decisioni assunte da un organo (in questo caso di governo – rectius il Consiglio comunale) debbano essere rese pubbliche e accessibili da parte dei cittadini, e il procedimento di formazione della decisione finale sia altrettanto conoscibile.

Se non erro per quanto concerne le decisioni adottate, tutti avevano la possibilità di conoscere le medesime, altro poi è comprenderne il significato.

Legalità: a riguardo il discorso si fa in parte più complesso, ma può essere spiegato senza eccessive difficoltà. Ergo, il principio di legalità nel nostro ordinamento (come anche la dottrina più autorevole sostiene) implica che:

-          Ogni potere esercitato da un organo trovi il suo fondamento in una previa attribuzione del potere a livello legislativo, cosa che in concreto è accaduta laddove il TUEL disciplina la materia attinente il procedimento per la dichiarazione di incompatibilità dei consiglieri.

In termini più semplici il consiglio per adottare un atto quale quello che dichiara l’incompatibilità di un consigliere deve essere “abilitato” da un previo atto legislativo (cosa che avviene senz’altro in forza della legge 267/2000!). Non emerge quindi violazione alcuna del principio di legalità.

Rispetto: non ne conosco il significato giuridico, quindi scusate la laconicità a riguardo, ma almeno per ciò che va ad investire l’azione della pubblica amministrazione, la l.241/90 recante “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” non sembra riferirsi al termine dicui sopra.

Punto 2 – Si parla di presunta incompatibilità: perché presunta??

by Marco Coletta § 8 Commenti - letto 116 volte
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Manifesto del PD: qualche considerazione

Manifesto PD Rionero Sannitico

Manifesto PD Rionero Sannitico


Il manifesto del PD
, affisso illegalmente agli inizi di Agosto per le strade di Rionero Sannitico, può essere oggetto di diverse analisi, ma principalmente ci diletteremo nello studiarne insieme l’aspetto:
lessicale, politico e legale.


Partiamo dall’analisi lessicale
in quanto è la prima a saltare all’occhio.

Tra un “gliè lo” e una “pool position”, sembra di trovarsi alla fiera della punteggiatura.

Mi sovviene il famoso film “Totò, Peppino e… la malafemmina” in cui Antonio Caponi dettava: “Punto! Due punti!…ma sì, fai vedere che abbondiamo…”.

Sarà stato questo, forse, lo stesso pensiero degli scrittori.

Parentesi tonde che si aprono per non sapere bene dove andranno a chiudersi, frasi talmente contorte da far perdere il filo del discorso, il “sì” affermativo privato del suo accento, domande poste senza alcun punto interrogativo, il  tutto riassumibile con: poche idee, ma ben confuse.

La conclusione non è particolarmente infima se si considera il fatto che la “gigantografia” ruota attorno a due soli punti cruciali: la modalità di convalida degli eletti nel caso in cui si dovessero  presentare condizioni di incompatibilità/ineleggibilità e la modalità di accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali, fattispecie di minoranza.

Come ho già avuto modo di riferire ai diretti interessati, o meglio a quelli che suppongo siano visto  che il manifesto è firmato da un non meglio specificato “Gruppo territoriale del  PD di Rionero Sannitico”, quando ci si presta ad affiggere pubblicamente un documento di tali dimensioni, sarebbe quantomeno auspicabile che lo si rileggesse, ricontrollandone bene sia la forma che il contenuto.

In questo modo si eviterebbe di commettere errori così grossolani,  che mi auguro siano imputabili al poco tempo avuto a disposizione, ma che in qualche modo ledono la credibilità e la serietà degli autori.

Il tutto è aggravato dal fatto che gli argomenti messi in gioco sono tanto seri quanto delicati e il fatto stesso che sia stato esposto durante un mese estivo, periodo di massima visibilità agli occhi non solo dei paesani, ma anche e soprattutto dei villeggianti, peggiora ancor più la situazione.

In quest’ottica, infatti, non solo si è deliberatamente recato danno alla vita politica ed amministrativa comunale, bensì anche a quella culturale del nostro paese: detto in breve, non abbiamo certo fatto una bella figura.


Giungiamo pertanto all’analisi politica
, che svela non poche perplessità.

by Adelio Fioritto § 29 Commenti - letto 267 volte