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Piccola riflessione sulla “politica” rionerese

Un tempo Rionero era diviso da due fazioni atte alla salvaguardia/diffusione del proprio ideale politico. Venuta meno la forza dei “Grandi Partiti”, tale spaccatura è rimasta trasformandosi da contrapposizione ideologica ad astio personale, portandoci nella situazione di stallo che tutti noi conosciamo benissimo.

Nel corso degli ultimi anni, è sempre stato detto che:

  • il paese era diviso in due schieramenti, più sociali che politici

  • chiunque andava ad amministrare rendeva ancora più forte tale spaccatura

  • bisognava superare una tale limitazione

  • era necessaria una riunificazione del paese per il bene comune

 

Chi si è presentato alle scorse elezioni, aveva ben chiaro in mente ciò che questo comportava.

Il popolo ha votato chi meglio, secondo coscienza, avrebbe potuto riaprire quel dialogo andato perduto nel corso degli anni. Non si è discusso di politiche nazionali, bensì di politiche sociali e si è supposto che volti nuovi e relativamente giovani potessero prendere di petto una simile situazione.

La loro “inesperienza” se da una parte poteva destare preoccupazione dall’altra li rendeva ancor più forti essendo “incontaminati” dai giochi politici a cui siamo stati abituati ad assistere, guadagnandosi la fiducia degli elettori che a gran voce chiedeva, ed ora pretende, che a Rionero si effettui una svolta necessaria.

Ciò che è stato detto verbalmente a Giugno, ora bisogna concretizzarlo coi fatti.

Sappiamo che non sarà facile, sappiamo che richiederà del tempo, ma qualcuno dovrà pur fare il primo passo deponendo l’ascia di guerra. Sarà altrettanto inevitabile che si subisca qualche colpo prima che il proprio “avversario” comprenda appieno le buone intenzioni, ma credo sia un aspetto sacrificabile nell’ottica di un riavvicinamento collettivo.

Non potrà esserci svolta a Rionero se non si effettuerà il passaggio cruciale da una “politica vecchia” a una “politica nuova” fatta di dialoghi e d’incontri.

Non potrà esserci futuro per il nostro Comune se non si metteranno da parte rancori personali dando per primi il buon esempio.

Il tempo della campagna elettorale è finito… se non si cambia regime, finirà anche il tempo per il “Comune di Rionero Sannitico”.

by Adelio Fioritto § 23 Commenti - letto 63 volte
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PD: Qualche dato

Anna, qualche dato sul tuo partito lo possiamo già fornire per ragionarci sopra.

Il primo banco di prova per il PD sono state le politiche del 2008 con un risultato del 33%.

Alle europee del 2009 il PD perde il 7% dei voti rispetto alle politiche del 2008, passando dal 33,2% al 26,1%.

Nel 2004 alle elezioni provinciali il centrosinistra otteneva un successo senza precedenti andando al governo in 50 province su 59. Nel 2009 per il Partito Democratico il calo è pesante.

Il risultato nazionale è del 24%, non è più la prima forza d’Italia a causa del sorpasso del PDL, perde più di cinque punti confermando il calo delle Europee. La situazione precedente al 6 giugno vedeva il Centrosinistra al governo di 51 province su 62, il centrodestra governava 8 province, mentre 3, Monza e Brianza, Fermo, Berletta-Andria-Trani andavano per la prima volta al voto. Dopo i ballottaggi al Centrosinistra rimangono 28 province delle 51 che ne governava prima, ne ha quindi perse ben 23, tra cui ricordiamo Milano, il Centrodestra arriva al governa di 34 provincie, ne governava 8 e ne conquista quindi 28.

Nel Molise alle amm.ve 2009 il PD scende sotto il 10% al rinnovo del consiglio provinciale di Isernia (risultato 9,13%) si avvicinano Sinistra e libertà (6,87%) e soprattutto si registra il sorpasso dell’IDV (10,28%).

Anche al comune di Campobasso l’Idv (18,28%) supera il Pd (14,44%).

Qualche dato anche sulle primarie: alle prime primarie quando venne eletto Prodi l’affluenza fu di circa 4,5 ml, alle primarie del 2007 che videro l’elezione di Veltroni siamo scesi a 3,5 ml, le recenti primarie che hanno incoronato bersani hanno registrato un ulteriore calo: 3 ml.

Alla luce di questi dati elettorali si può dire che il PD è in pesante difficoltà nello scenario politico nazionale e regionale. Dove pensate di aver sbagliato? In che modo pensate di uscirne? Cercherete l’allenaza con l’IDV oppure con l’UDC? Pensate di avere ancora qualche connotato di sinistra oppure ritenente completato il passaggio dalle ceneri del Pci alla nuova DC o partito popolare? Pensate davvero di avere dei programmi diversi da quelli del PDL? Cosa ne pensate delle nostre truppe in afganistan? Siete d’accordo sul ritorno al nucleare?  Come spiegate nel Molise l’accordo con il PDL al comune di venafro nelle recenti elezioni amm.ve?

by ronin § 43 Commenti - letto 73 volte