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Posted 17 ottobre 2010 by Adelio Fioritto in News
 
 

Che “l’Asilo” torni ai rioneresi, o che “muoia in noi” per sempre!


Ci trovavamo alle porte del nuovo millennio quando si diede inizio a quello che sarebbe stato il più rapido e catastrofico effetto a catena che investì l’ormai tristemente noto “ex Asilo” e di riflesso la comunità tutta.
Fino ad allora, Rionero poteva contare della presenza attiva e costante della Suore che, con il loro operato, non solo offrivano e garantivano un servizio storico/sociale alla Parrocchia, ma al contempo si occupavano di tutti quegli aspetti marginali che costituivano la base di partenza della nostra comunità.
Asilo nido, preparazione a comunioni e cresime, eventi ludici, assistenza intesa anche e soprattutto nel senno di supporto sociale, affiancate alla figura del Parroco, creavano una sinergia di stimolo essenziale per il nostro paese.
Venendo meno un simile caposaldo, la popolazione si trovò spaesata ed impreparata, non riuscendo ancora tutt’oggi a colmare quel vuoto che sì facendo si era venuto a creare.
A distanza di quasi cinque anni dall’accaduto un gruppo di giovani, facenti parte dell’allora AC, decise di farsi carico del recupero e della rivalorizzazione di quel complesso di proprietà della Curia che nel frattempo era stato dichiaro inagibile.
Dopo anni di lettere, viaggi e dedizione, si riuscì a farsi riconsegnare le chiavi dall’allora Amministrazione Comunale, che in quel frangente ne aveva acquisito il comodato d’uso finalizzato all’asilo nido.
Venendo meno tale attività, per la quale ne era stato concesso l’utilizzo, la Curia ridiede il controllo del complesso al Parroco.
Si richiese ed ottene quindi un finanziamento al fine di effettuare le prove strutturali necessarie per poter nuovamente dichiarare agibile tutto il complesso o semplicemente parte di esso.
Ad oggi, sabato 16 Ottobre del 2010, ciò che salta subito all’occhio è come una simile situazione perseveri nel tempo, lasciando di fatto morire non solo la struttura in quanto tale, ma anche e soprattutto un simbolo, ciò che rappresentava il “complesso Asilo” per Rionero Sannitico, riassumibile in una sola parola: vita.
Vita come stimolo di crescita.
Vita intesa quale partecipazione popolare.
Vita per un Parroco non più isolato, bensì coinvolto e partecipe in un percorso di vita quotidiana.
Vita quale presenza attiva e costante di persone che fungevano da esempio per la comunità stessa semplicemente con il loro “essere”.
Ecco ciò che rappresentavano l’ex Asilo per il popolo di Rionero, ed ecco ciò che rappresenta oggi: degrado, abbandono, incuranza, lassismo.
Durante l’ultimo periodo di gestione comunale, la struttura veniva ripetutamente adibita a mò di deposito per i vari cantieri attivi. Lo stesso gruppo di rioneresi, di cui facevo parte, dedicò diverse settimane per ridonare quantomeno una parvenza di pulizia a tutta la struttura, fosse solo per rispetto nei confronti di chi aveva sempre gestito quel complesso con affetto e dignità.
L’atrio e le diverse stanze del pianterreno erano completamente invase da materiale edile, la cappelletta presente in fondo a sinistra in sala totalmente ribaltata, in barba a tutti i crismi di una civiltà civile, proprio lì dove tutti noi bambini ci preparavamo a ricevere la Prima Comunione e la Cresima poi.
E proprio per l’amore dettato dai ricordi il 12 Ottobre scorso mi sono recato presso il Parco delle Rimembranze, dove risiede il monumento all’emigrante e a Don Antonio Fioritto, giusto alle spalle della vecchia struttura, quando non ho potuto fare a meno di constatare che la porta posteriore del complesso risultava evidentemente sfondata con un timido approccio di barricata totalmente inutile e privo di qualsiasi ogni altra logica.
Preoccupato per eventuali intrusioni di vandali o animali randagi, mi sono addentrato nella struttura: solo allora mi sono reso conto di come tutto il nostro lavoro svolto sin’ora fosse stato totalmente vano.
Gli ambienti stavolta non sono invasi da materiale da riporto, bensì vengono utilizzati come magazzino per la Comunità Resto d’Israele che, giustamente, occupa ogni stanza con qualsivoglia materiale donatogli. I locali occupati da letti e materassi; frigorifero, cucina e bagno chiaramente utilizzati di recente essendovi presenti asciugamani, bevande e tegami.
La struttura del vecchio Asilo non è proprietà del Comune, tanto meno del sottoscritto, pertanto non voglio entrare nel merito di come, quando e se verrà utilizzata, tuttavia mi preme ricordare che non poche persone continuano a sperare affinché tale immobile torni a “vivere”.
E con la stessa franchezza con cui scrivo queste righe, gradirei che la Curia ci chiarisse al meglio quale tipo di indicazione donerà al complesso.
I rioneresi hanno vissuto fin troppo in un limbo nella speranza di poter riutilizzare, un giorno, le medesime stanze in cui erano cresciuti. La presenza sul territorio di un luogo di ritrovo per i più giovani, che non hanno avuto la nostra stessa fortuna nel vivere e partecipare in comunione con altri individui, è divenuta ormai di vitale importanza.
Mi auguro che questa lettera non venga letta in un’ottica errata.
Mi auguro che la Chiesa che ci rappresenta possa trovare quell’orgoglio e quella forza necessaria nel mettere in pratica ciò in cui crediamo: la Comunione.
E per comunione intendo proprio e soprattutto quegli aspetti sociali insiti nella nostra natura umana, di partecipazione e condivisione cristiana, ma per poter fare ciò è necessario che ci si metta anche nella condizione di poterlo fare.
Per tutte queste ragioni, da semplice e singolo cittadino, chiedo che ci sia una risposta chiara e netta, affinché ciascuno di noi possa porre fine ad un’attesa che si è protratta ormai fin troppo a lungo.
Cordialmente.

Adelio Fioritto

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