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Posted 28 dicembre 2010 by Adelio Fioritto in Rionero24Ore
 
 

BUONE FESTE E FELICE ANNO NUOVO


A cavallo tra Natale e Capodanno, Rionero24Ore vi porge i più sentiti e sinceri auguri per ciò che è stato e ciò che sarà.

Ma tra feste, pranzi e cene, non poteva di certo mancare una riflessione tratta questa volta dalla predica che Don Rosario D’Ambrosio ha rivolto alla sua comunità il 25 Dicembre scorso.

Mi ha particolarmente colpito, pertanto ve ne ripropongo uno stralcio.

 

 

tratto da Bariona o il figlio del tuono. Racconto di Natale per cristiani e non credenti

di Jean-Paul Sartre

 

La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo viso è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L’ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio! Ma in altri momenti, rimane interdetta e pensa: Dio è là e si sente presa da un orrore religioso per questo Dio muto, per questo bambino terrificante. Poiché tutte le madri sono così attratte a momenti davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono in esilio davanti a questa nuova vita che è stata fatta con la loro vita e che popolano di pensieri estranei. Ma nessun bambino è stato più crudelmente e più rapidamente strappato a sua madre poiché egli è Dio ed è oltre tutto ciò che lei può immaginare. Ed è una dura prova per una madre aver vergogna di sé e della sua condizione umana davanti a suo figlio. Ma penso che ci sono anche altri momenti, rapidi e difficili, in cui sente nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo, e che è Dio. Lo guarda e pensa: «Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. È Dio e mi assomiglia». E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive.

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Adelio Fioritto