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Posted 3 luglio 2014 by Adelio Fioritto in Featured
 
 

Montalto – Argentina : un viaggio lungo 59 anni

AntuzVz
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di Antuz Vz
http://planisferia.blogspot.com.ar/2014/07/montalto.html

Mia nonna mi sveglia urlando. In un primo momento posso solo distinguere la melodia, il.. “non lo saccio” non ci posso credere ed è così il mio Montalto, tutti insieme alternandosi una e più volte. Non so a che punto le parole iniziano ad avere un senso. Un senso che funziona sulla base di tentativi ed errori, contesti ed emozioni. Che in altre parole significa che non avevo capito un accidente, ma al tempo stesso ero sicura di aver capito tutto. O almeno le cose più importanti. Quel sorriso. Un sorriso così potente che vorrebbe esplodere, lottando per uscire dei limiti imposti dal volto e coprirlo per intero..

59 anni dal momento che l’imbarcazione era partita da Genova, erano passati 59 anni. A quel tempo, la nave di mia nonna (perché era la sua e di nessuno altro) si dirigeva in Argentina. Come sarà stato, cosa avranno pensato e sentito. Credevano di tornare presto? Volevano andarsene? Volevano tornare? Più tardi? Subito? Mi racconta che, appena fuori del porto, incrociarono altri che tornavano. Agitavano (gli altri) le loro braccia verso Genova. Mi racconta che all’arrivo a Buenos Aires piangeva. Piangeva per le erbacce. Piangeva per i cavalli morti. Piangeva perché non capiva niente sommersa in mezzo a tanti cavalli morti ed erbacce (di nuovo) e …

59 anni. E lei non era mai tornata. Fino ad ora. Prima a Genova, luogo di partenza. E poi pochi giorni dopo, Montalto. Montalto è un paese di non più di trecento? abitanti, situato nel comune di Rionero Sannitico, che a sua volta si trova nella provincia di Isernia, che a sua volta si trova nella regione Molise, che a sua volta è in Italia. è un popolo senza collegamento in Wikipedia e dove le persone non amano tanto questa droga digitale (ci sono eccezioni), ma amano un sacco il cibo (senza eccezioni). E ‘anche il paese dove è nata mia nonna. E dove ha vissuto fino a 15 anni.

Ecco perché il ritorno a Montalto, 21535 giorno dopo la partenza (senza contare gli anni bisestili), è stata un’iniezione endovenosa di emozioni. E con che ago!

Sei Tiziano? No, sono Tonino. Tonino? Sì, Tonino il figlio di Maria che è la cugina di Antonio che è il vicino di suo fratello. Mentre camminavamo per il paese, questi scambi sono stati ogni dieci passi. Finivano sempre allo stesso modo. Gli occhi brillavano, si riconoscevano e si abbracciavano in un: “Ah Tonino”. E poi il caffè. Adesso, vieni. Vengo, dico. Prendi, non fare complimenti, dai. E con lo stesso ago con il quale prima ti avevano iniettato l’eccitazione emotiva, ora potrebbero iniettarti di tutto! Biscotti, caffè, prosciutto, melone, pasta, carne, formaggio, funghi, gnocchi, limoncello, ancora gli gnocchi, cioccolatini, gli gnocchi di nuovo! Tutto. Non ho mai mangiato così tanto in vita mia!

Nel frattempo, sorridendo. Tra lacrime e abbracci e gnocchi. Il sorriso torna continuamente. Improvvisamente lascia il suo volto e corre (finalmente!) tra galli, case verdi, di montagna, freddo, tra benvenuti ed addii. Danza felice sotto coriandoli di dialetti e incontri (e gnocchi). E una volta caduti tutti i coriandoli, li riunisce uno per uno e li torna a lanciare. E così, ancora e ancora, finché non riesce a coprire tutto.

Dopo tutto sono così i sorrisi che non capiscono niente, ma che capiscono tutti. E non hanno bisogno di traduzione. Neanche un pò.

Traduzione a cura di Tito Frate

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Adelio Fioritto