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Posted 7 ottobre 2009 by Adelio Fioritto in Politica
 
 

Manifesto del PD: qualche considerazione


Manifesto PD Rionero Sannitico

Manifesto PD Rionero Sannitico


Il manifesto del PD
, affisso illegalmente agli inizi di Agosto per le strade di Rionero Sannitico, può essere oggetto di diverse analisi, ma principalmente ci diletteremo nello studiarne insieme l’aspetto:
lessicale, politico e legale.


Partiamo dall’analisi lessicale
in quanto è la prima a saltare all’occhio.

Tra un “gliè lo” e una “pool position”, sembra di trovarsi alla fiera della punteggiatura.

Mi sovviene il famoso film “Totò, Peppino e… la malafemmina” in cui Antonio Caponi dettava: “Punto! Due punti!…ma sì, fai vedere che abbondiamo…”.

Sarà stato questo, forse, lo stesso pensiero degli scrittori.

Parentesi tonde che si aprono per non sapere bene dove andranno a chiudersi, frasi talmente contorte da far perdere il filo del discorso, il “sì” affermativo privato del suo accento, domande poste senza alcun punto interrogativo, il  tutto riassumibile con: poche idee, ma ben confuse.

La conclusione non è particolarmente infima se si considera il fatto che la “gigantografia” ruota attorno a due soli punti cruciali: la modalità di convalida degli eletti nel caso in cui si dovessero  presentare condizioni di incompatibilità/ineleggibilità e la modalità di accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali, fattispecie di minoranza.

Come ho già avuto modo di riferire ai diretti interessati, o meglio a quelli che suppongo siano visto  che il manifesto è firmato da un non meglio specificato “Gruppo territoriale del  PD di Rionero Sannitico”, quando ci si presta ad affiggere pubblicamente un documento di tali dimensioni, sarebbe quantomeno auspicabile che lo si rileggesse, ricontrollandone bene sia la forma che il contenuto.

In questo modo si eviterebbe di commettere errori così grossolani,  che mi auguro siano imputabili al poco tempo avuto a disposizione, ma che in qualche modo ledono la credibilità e la serietà degli autori.

Il tutto è aggravato dal fatto che gli argomenti messi in gioco sono tanto seri quanto delicati e il fatto stesso che sia stato esposto durante un mese estivo, periodo di massima visibilità agli occhi non solo dei paesani, ma anche e soprattutto dei villeggianti, peggiora ancor più la situazione.

In quest’ottica, infatti, non solo si è deliberatamente recato danno alla vita politica ed amministrativa comunale, bensì anche a quella culturale del nostro paese: detto in breve, non abbiamo certo fatto una bella figura.


Giungiamo pertanto all’analisi politica
, che svela non poche perplessità.

La volontà nel sottoscrivere il manifesto sotto il segno del PD sta ad indicare un chiaro ed inequivocabile distaccamento di questo schieramento dalla linea politica dell’amministrazione comunale, magari supponendo che gli avrebbe reso maggiore peso politico o scenografico.

Già di per sé tutto ciò è alquanto strano, quantomeno curioso, dato che diversi componenti del suddetto consiglio possono tranquillamente essere collocati nelle schiere di tale movimento politico.

A questo punto è legittimo supporre che all’interno dello stesso gruppo si sia verificata una spaccatura che abbia condotto a due scuole di pensiero distinte, ma dato che ho avuto modo di parlare con diversi iscritti al PD ed erano egregiamente all’oscuro del tutto, magari qualcuno potrebbe illuminarci sull’accaduto.

E’ altrettanto lecito chiedersi, allora, se il manifesto non sia stato redatto da altri individui che, mascherandosi dietro l’effige di un partito nazionale, possono essere identificati come il gruppo d’opposizione territoriale del Comune di Rionero Sannitico.

Forse solo impauriti da non meglio specificate ripercussioni alle quali  sarebbero potuti andare incontro,  ma a questo punto si celerebbero dietro la nube della codardia, è opportuno ricordare a lor Signori che non hanno ricevuto alcuna autorizzazione per parlare a nome di un qualcosa che non gli appartiene.

Pertanto, seguendo sempre la linea della supposizione, il primo falso è ben che svelato.

Premesso ciò, che forse è più importante e grave di quanto possa sembrare, veniamo ai punti cruciali del manifesto, sempre in una visione politica del discorso.

Il titolo del documento è: Al “VIA” la Trasparenza, legalità e rispetto.

Il messaggio che ne deriva è che il Comune abbia commesso qualche illecito abbastanza preoccupante, andiamo a scoprire quale.

Siamo partiti in “pool position”: vengono da subito citate le giornate ecologiche che si sono svolte  sul territorio comunale deridendo, non si capisce bene il motivo, un sindaco che partecipa attivamente alla manifestazione, nonché i vari consiglieri e cittadini che “si divertono” per tale iniziativa.

Come ho già avuto modo di dire, la “giornata ecologica”, così come è stata definita, non è altro che un simbolo, un messaggio che si vuole mandare più etico/morale che pratico.
E’ palese che non verrà risolto alcun problema in tal giorno, è altrettanto normale che un’amministrazione debba provvedere autonomamente a quel decoro urbano con i propri mezzi e le proprie capacità, ma è di fondamentale importanza il concetto che si vuole inculcare nel cuore della popolazione: il “Paese” è di tutti, se solo riuscissimo a comprenderlo e a comportarci di conseguenza, il 50% del lavoro sarebbe già fatto.

In quest’ottica “chi”, meglio di un sindaco e della propria amministrazione, deve lanciare il messaggio e rafforzarlo col buon esempio e “chi”, meglio dei cittadini, deve raccoglierlo attraverso il consenso? Forse ciò che ha dato realmente fastidio è che le giornate siano state “partecipate” dato che sarebbe solo da folli andare contro l’idea di base che muove il tutto: l’ecologico.

Tuttavia, l’espressione che meglio chiarifica il tutto è : “siamo passati dalla PADELLA ALLA BRACE!!!!!”. Ovviamente è sinonimo di “si stava meglio quando si stava peggio”, quindi si consigliava di votare il “meno peggio” (coloro che hanno lasciato un disavanzo di 2 milioni e passa di euro sul Comune… pertanto l’amministrazione è legittimata, da quanto scritto, a poterne fare altrettanti se non di più) e non “il migliore” in termini assolutistici, cosa ancora tutta da dimostrare.

Se avessimo, infatti, un metro di misura che ci permettesse di mettere a confronto la presente amministrazione con le altre due passate, allora saremmo in grado di fare dei paragoni, ma dato che ciò non è possibile, non possiamo fare altro che aspettare che amministrino il paese almeno per altri 9 anni e 3 mesi al fine di trarre delle conclusioni oggettive: quindi siamo giunti al secondo falso.

Continuando con la lettura notiamo che viene fuori la figura di un burattinaio che tesse le fila di chissà quale progetto oscuro alle spalle di una popolazione ignara del tutto.

I rioneresi non sono stupidi, hanno capito a quale “personaggio” ci si riferisce, ma allora mi vengono in mente diverse domande da porre agli scrittori.

Se di “quel” personaggio si parla, vorrei chiedervi:

  1. Come mai ci avete trascorso insieme una decade della vostra vita?
  2. Come mai non ne avete preso subito le distanze già da Febbraio all’inizio dei giochi politici?
  3. Come mai si è atteso tre giorni prima delle elezioni comunali per cominciarne a parlare male?
  4. Si sperava forse, fino all’ultimo, di un suo appoggio politico?
  5. In tal caso, sarebbe rientrato tra le schiere degli uomini “giusti”?
  6. Se così fosse stato, in caso di vittoria, avrebbe manovrato anche voi?

Sono semplici domande, spero legittime, alle quali si auspica che venga data una risposta, anche perché non nascondo questo senso di fastidio che mi opprime ogni qual volta si parli di quest’uomo  e vi spiego anche il motivo.

Tale “personaggio”, definito in questo modo prettamente dispregiativo dai suoi ex amici e compagni, non certo da me, può non avere la mia fiducia o la mia stima politica, ma non mi sono mai sognato di mancargli di quel rispetto degno di ogni essere umano.

Questa “caccia alle streghe” dettata da puri interessi personali e politici non fa certo onore, anzi esalta la figura retorica di un “Tu quoque Brute fili mi”, dato che parte dei “politici” ripresentati alle scorse elezioni erano nati proprio sotto l’effige politica di tale uomo… quantomeno da parte loro mi sarei aspettato un po’ più di riconoscenza.

Chiusa questa parentesi prettamente personale, continuiamo nella lettura.

Entriamo nel vivo del dibattito, la procedura di convalida degli eletti nel caso in cui si dovessero presentare  condizioni di incompatibilità/ineleggibilità.

Dato che l’analisi legale del discorso sarà presentata in un secondo momento, vorrei soffermarmi su   l’aggettivo “presunta” associato all’incompatibilità.

Si parla di un consigliere di minoranza che aveva cause pendenti con il Comune, tale consigliere aveva richiesto, in tempi antecedenti alle elezioni amministrative, un resoconto preciso e dettagliato presso la ragioneria e la segreteria comunale, essendo lui stesso il richiedente era impossibile che non ne fosse a conoscenza, pertanto è inammissibile il termine usato evidentemente a sproposito e fuorviante: l’incompatibilità era certa e nota da illo tempore, altro falso palese.

Nel testo si cita anche come due consiglieri di minoranza avessero esposto la procedura corretta da seguire nel suddetto caso, non me ne vogliano, ma da ignorante quale sono presumo che una segretaria comunale, con titoli ed anni di studio e pertanto esperienza acquisita, sia più qualificata di loro ad illustrare il modus operandi in simili circostanze.

Certamente ciò non deve indurci nella falsa convinzione che una persona non possa mai commettere errori, tuttavia mi verrebbe da chiedere: come mai, fino a Giugno c.a, tale segretaria era più che qualificata a svolgere il proprio lavoro, essendo stata assunta proprio dalla passata amministrazione composta anche da un consigliere che oggi ne solleva l’incapacità, ed oggi invece non sarebbe più in grado di adempiere alle proprie mansioni?

Andando avanti si parla anche di una non meglio specificata mancanza di sensibilità.

Non capisco, una persona commette un qualcosa di illecito, deve pagare, non lo fa nei tempi e nei modi prefissati e bisognerebbe avere una qualche forma di riguardo nei suoi confronti? Allora cosa dovremmo fare con la maggioranza dei cittadini che, al contrario, si comporta sempre in modo retto e corretto? Per par condicio, dovremmo quantomeno accoglierli con un bel tappeto rosso…

Prima di arrivare al prossimo punto, è opportuno considerare un’ultima frase: “Che pensano questi signori che tutto gli è concesso?”.

Si suppone che il popolo li abbia votati per amministrare ed è quello che, tutto sommato, stanno cercando di fare. La minoranza ha indubbiamente il diritto/dovere di opporsi, ma è altrettanto sacrosanto il diritto di una maggioranza di portare avanti il proprio programma elettorale presentato alle elezioni ed avvallato successivamente da un così forte consenso popolare da non lasciare adito ad alcun dubbio: sono stati chiamati proprio a questo, altrimenti non avrebbe senso vivere in uno stato democratico.

Per quanto riguarda il secondo ed ultimo aspetto del manifesto, in realtà c’è ben poco da dire o commentare.

I due consiglieri di minoranza avevano già acquisito tutti gli atti che avevano richiesto facendone fotocopia e gli era stata riservata la stanza del sindaco per poterli visionare.

Il problema è sorto nel momento in cui i suddetti erano entrati in un ufficio chiuso al pubblico nel quale, per motivi prettamente logistici, stava lavorando un assessore in qualità di “Responsabile dell’area finanziaria”. Tale assessore, non avendo né il tempo né l’obbligo di riceverli, gli aveva chiesto cortesemente di uscire dalla stanza in quanto non erano autorizzati ad occupare il locale senza motivo, a maggior ragione che l’accesso agli uffici pubblici è vincolato dalla presenza del responsabile d’ufficio che in quel momento era assente vista l’ora.

Constatando che le ripetute richieste venivamo prontamente disattese, si è preferito rivolgersi alle forze dell’ordine per porre fine ad una simile situazione.

Il fatto si è svolto in un clima a dir poco aggressivo da ambo le parti ed un simile atteggiamento va sì condannato data l’impossibilità di poter giustificare comportamenti poco consoni alla figura istituzionale che si rappresenta, ma bisogna essere altrettanto onesti nel riconoscerne le colpe a tutti gli ivi presenti.

Ciò che si evince in modo palese è come tale degenerazione sia scaturita solo dall’interesse di recare disturbo al lavoro altrui dato che, al fine di “acquisire documentazione inerente al consiglio ed espletare quel diritto/dovere di controllo”, i due consiglieri di minoranza avevano già ricevuto tutto ciò che gli era necessario, quale per l’appunto la documentazione richiesta e un locale più che consono al fine di poterla visionare.
Se proprio vogliamo parlare di formalità o di ostruzionismo da parte della maggioranza, i due assessori gli avrebbero tranquillamente potuto riferire di richiedere gli atti presso gli uffici preposti, che in quel momento erano chiusi, dato che gli incartamenti non si reclamano nè al sindaco nè agli assessori, ma agli organi preposti con i tempi e le modalità prefissate sia dal TUEL che dallo  statuto comunale.

Così come si pretende, giustamente, un comportamento “formale” per le nomine e quant’altro, ci si attende che il medesimo venga rispettato nella procedura di richiesta e visione degli atti, cosa che invece non è avvenuta.

Dato che tutto ciò è facilmente riscontrabile, invito i Sig. lettori a prendere visione sia del TUEL  che dello statuto comunale (documenti pubblici), continuando nella lettura della circolare che il prefetto ha già inoltrato a tutti i consiglieri e presidenti comunali diversi mesi fa e che questo sito si prende l’incarico di pubblicare quanto prima, al fine di chiarire il più possibile le modalità di accesso agli atti ponendo particolare attenzione ai consiglieri comunali di minoranza.

La lettera si conclude con un appella ai “Rioneresi con le patate sugli occhi”, incitandoli a non subire in silenzio.

Personalmente ho raccolto positivamente l’invito da parte de “Il Gruppo Territoriale del PD” a non abbassare mai la guardia e sarò il primo a criticare quando se ne presenterà l’occasione firmandomi sempre e comunque, ma vorrei altrettanto rimarcare che “se” d’informazione si tratta, allora deve essere svolta in maniera limpida ed oggettiva, con riferimenti a leggi al fine di poter parlare a ragione veduta, non in base a sterili supposizioni ponendo l’accento su procedure non meglio specificate che non trovano riscontro in alcun testo giuridico.

Ho letto e riletto il TUEL, ho chiesto e preso visione dello statuto comunale, ho impegnato con piacere il mio tempo al fine di potermi fare un’idea oggettiva sulla base del “manifesto”, cosa che molti altri cittadini, per i più svariati motivi, non hanno potuto fare.

Ciò che ho riscontrato, tuttavia, è solo una grave mancanza d’informazione da parte degli stessi denunziatori che, evidentemente, non hanno avuto né il tempo né la voglia di leggersi i suddetti testi, manifestando solo il proprio desiderio di recare danno e “disinformare” la cittadinanza, oltre a far perdere tempo a diverse persone.

Non voglio tornare sugli ormai inflazionati concetti di una minoranza che deve svolgere il proprio ruolo di opposizione in modo limpido e costruttivo, ma l’appello che voglio fare a entrambi gli schieramenti è che si lavori sempre tenendo ben a mente il bene comune dei cittadini di Rionero Sannitico, rassicurando con profonda onestà l’opposizione nel dirle che troverà sempre un valido appoggio qualora se ne presenti la necessità (ma concreta, non giocando alla fanta-politica) e incoraggiando la maggioranza a fare bene il proprio lavoro conscia del consenso popolare che ha ottenuto, tenendo fede alle grandi aspettative che invadono il popolo di Rionero, sempre nel pieno rispetto degli individui, essendo chiamati a rappresentare non solo una parte della cittadinanza, bensì tutta la collettività.

Grazie e a presto.

Adelio Fioritto

Scarica:
– questo documento (PDF)
– il manifesto del PD (JPG)
– il TUEL (PDF)
– la circolare del Prefetto

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Adelio Fioritto